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Le prime testimonianze storiche di insediamenti nell'area che diverrà la città di Reggio Emilia sono alcuni cimeli raccolti nel Civico Museo di paleoetnologia.
Il territorio reggiano era abitato sin dall'età preistorica, tuttavia le origini della città non sono del tutto conosciute.
Si attribuisce vagamente l'occupazione del territorio di Reggio Emilia ai Liguri, agli Etruschi, ai Galli Boi; altri, sull'autorità di Plinio, affermano che soggiogati questi ultimi dai Romani (560 di Roma) fosse dedotta da Roma a Reggio una colonia.


Età Romana
Roma fu decisiva nell'insediamento del territorio reggiano poichè ne costituì un'importante rifondazione grazie a Marco Emilio Lepido; costui, console romano, apre sul margine delle paludi la Via Emilia, che da Piacenza conduce a Rimini (567 di Roma — 187 A.C.), rende Reggio Emilia centro per l'amministrazione della giustizia su tutta la provincia consolare e vi stabilisce un foro chiamato dapprima Lepidi, poi Lepidum Regium, infine Regium.
La Via Emilia

Dal Cristianesimo all' Alto Medioevo
Il cristianesimo veniva ufficiosamente predicato nel 60 d.C. da S.Apollinare, prima della costituzione della cattedra vescovile nel 313 dopo l'editto di Costantino; nel 404 fu suffragata da Ravenna ad opera di Valentiniano III. Verso la fine del IV secolo Reggio era così decaduta che S. Ambrogio la annovera fra le città semidirute. Le invasioni barbariche ne accrebbero i danni. Reggio fu dominata da vari Imperi, sino ad arrivare ad essere assoggettata dai Franchi nel 773, Carlo Magno conferì al vescovo l'autorità regale sulla città e stabilì i confini della diocesi (781); nel 888 passò ai re d'Italia. Nel 900 a causa delle invasioni del 899 si rese necessaria l'edificazione delle mura. Parallelamente all'autorità vescovile sorge quella dei Conti. Azzo Adalberto, di stirpe longobarda, fonda intorno all'anno 940 il Castello di Canossa.
Il Castello di Canossa

Dopo l'anno mille
Nel 1002 il contado di Reggio insieme con quello di Parma, Brescia, Modena, Mantova e Ferrara forma la marca del Marchese Tedaldo di Canossa e che poi divenne (1076) il patrimonio della Contessa Matilde. Durante il governo di questa celebre donna il castello di Canossa fu testimone della storica umiliazione di Enrico IV imperatore di Germania al cospetto di papa Gregorio VII durante il conflitto fra la Chiesa e l'Impero per la questione delle investiture.
Matilde di Canossa
Le libertà comunali
L'umiliazione di Enrico IV fu il culmine di una profonda crisi dell'autorità imperiale in Italia a vantaggio delle libertà comunali. Sul finire dell'XI secolo, Reggio si regge a Comune. Dal 1167 la città fa parte della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa e si scontra in diverse battaglie. Nel 1183 Reggio sottoscrive il trattato di Costanza con cui il console reggiano Rolando della Carità riceve l'investitura imperiale. il periodo di pace ebbe effetti positivi per la sviluppo civile: nel 1199 il governo di Reggio adotta dei nuovi statuti, si coniano monete, vengono aperte scuole chiamandovi celebri maestri, i commerci si intensificano e il nuovo clima di prosperità favorisce anche le arti. Anche i castelli del teritorio vengono progressivamente sottomessi alla città.

Conflitti interni tra il XII e il XIII secolo
I secoli XII e XIII furono tormentati da numerosi e gravi conflitti interni. La guerra con Parma nel 1152, le lotte tra le fazioni dei Scopazziati e dei Mazzaperlini, la guerra con Modena nel 1225, le discordie tra i Ruggeri e i Malaguzzi nel 1232, poi quelle tra i Sessi e i Fogliani che assunsero il carattere di lotte fra guelfi e ghibellini, rendono instabile il quadro politico dell'epoca.

La Famiglia d'Este
Per metter pace alla città, il Senato deliberò di affidare per un triennio il governo al Marchese d'Este, signore di Ferrara. Questa scelta segna l'inizio del dominio, più volte interrotto, degli Este su Reggio. Nel 1306 la città fu retta da aristocratici, in seguito divenne una repubblica governata da 800 popolani. La repubblica non ebbe però vita lunga. Nel 1326 il Cardinale Beltrando del Poggetto occupava la città in nome del papa Giovanni XXII; La città fu in seguito tenuta dal re Giovanni di Boemia, nel 1336 ne investì Luigi Gonzaga. Nel 1356 i Visconti di Milano, intenzionati ad espandersi in Emilia, con l'aiuto di 2000 fuorusciti occuparono la città. Respinti dai Gonzaga si rinchiusero nel monastero di S. Prospero, fuori S. Stefano, uno dei più importanti dell' ordine benedettino. Il monastero fu riconquistato da Feltrino Gonzaga che ne ordinò la demolizione totale, sebbene i cittadini facessero richiesta di risparmiarlo. Infine gli stessi Gonzaga vendettero la città ai Visconti per 5000 ducati d'oro. Alla morte di Gian Galeazzo Visconti detto Conte di Virtù, Ottobono Terzi, tiranno di Parma, si impossessò di Reggio (1405); fu ucciso a Rubiera da Michele Attendolo Sforza, capitano di ventura al soldo di Nicolò III d'Este, che diviene signore della città (1409). Nei patti con i quali Reggio consegna la propria sovranità agli Este, la città conserva una larga autonomia: mantiene il diritto di far leggi, battere moneta e amministrare la giustizia. A Nicolò seguì nel 1442 il figlio naturale Lionello, che governò fino al 1450. A lui successe il figlio Borso d'Este.

Cenni dalla Famiglia d'Este al dopo guerra
Reggio divenne prima signoria ed in seguito a Ducato. Nel XIX secolo Reggio aderì alla Repubblica Cisalpina e Cispadana. Venne poi annessa, dopo una parentesi sotto la dinastia Austria-Este, al Regno di Sardegna e quindi al Regno d'Italia. Nel XX secolo, dopo la Seconda Guerra mondiale, Reggio fu governata da una maggioranza assoluta del Partito Comunista Italiano e, dagli anni Novanta, dalla coalizione dell'Ulivo.