|
Duomo di Reggio Emilia
 |
Sorto su un'antica costruzione romana intorno all'857 e modificato nel XV secolo secondo i canoni architettonici dell'epoca, il Duomo di Reggio Emilia conserva cappelle rivestite di marmi pregiati e finemente scolpiti. Particolarmente interessante è la cripta, che risale al XII o XIII secolo; la struttura è con volte a crociera sostenute da 42 colonne con capitelli frammentari, per lo più quattrocenteschi, ma anche più antichi. Durante il restauro del 1923 è venuto alla luce un ragguardevole frammento di pavimento romanico che dal piano della cripta conduce attraverso una scaletta in un vano sotterraneo; si tratta di un mosaico del III-IV secolo dove sono riconoscibili figure geometriche e animali. La cripta è formata da tre cappelle. |
Madonna di san Luca
 |
1592;
olio su tela; 401 x 226;
Parigi, Louvre;
Questa grande pala, firmata sul piedistallo a destra, dove è appoggiata santa Caterina d’Alessandria, «Annibal Caractius F. MDXCII», fu commissionata per la cappella dei Notari del Duomo di Reggio Emilia (oggi è al Louvre). Il documento di allogazione, del 1589, prevedeva che l’opera avrebbe dovuto essere eseguita completamente dalla mano del maestro e consegnata prontamente. Le condizioni del contratto, però, non vennero rispettate dal Carracci, come si evince dalla data apposta sulla tela (1592) e dalla mancanza di organicità dell’opera che rivela una collaborazione di altre mani. La parte superiore possiede una tessitura cromatica e una sicurezza compositiva e formale che manca nei due santi della parte inferiore, che risultano fuori proporzione e rigidi nei gesti retorici, come fossero stati realizzati più in fretta. Anche il paesaggio sembra semplificato in veloci pennellate e ridotto a puro sfondo cromatico dall’invadenza del gigantesco san Luca. La piramide di figure risulta statica e animata da pochi movimenti corporei: la torsione del corpo di santa Caterina e la gestualità devozionale di san Luca sembrano indicarci le direttive del nostro sguardo da rivolgere verso il gruppo celeste della Madonna col Bambino con i quattro Evangelisti tra le nuvole. L’impostazione generale della pala potrebbe ricordare la Madonna di Cento di Ludovico Carracci, del 1591, soprattutto nel gruppo della Madonna col Bambino. |
|